TRASFORMARE LE IDEE IN AZIONI CON CHIAREZZA DI OBIETTIVI, ADATTARSI AL CAMBIAMENTO SENZA PERDERE COERENZA E RICONOSCERE NELLE PERSONE E NEI TEAM COMPETENTI E MOTIVATI, LA VERA ORIGINE DI OGNI RISULTATO DURATURO.
Presidente, lei è il fondatore di Confimprese – Le Imprese del Commercio Moderno, una visione e un grande successo associativo. Nel 1999 Confimprese è nata con l’obiettivo di promuovere e sostenere lo sviluppo delle imprese nel nostro Paese, fornendo loro una voce unitaria per affrontare le sfide del mercato. Abbiamo lavorato per chiedere alle istituzioni di snellire i processi burocratici che spesso mettono in difficoltà le nostre imprese, limitandone il potenziale di crescita, abbiamo affrontato numerose sfide: dai cambiamenti economici e politici, alle evoluzioni tecnologiche e alle crisi globali.
Abbiamo facilitato il dialogo tra imprese e istituzioni, promuovendo riforme legislative per ridurre i costi operativi per le aziende. Questo ha permesso alle nostre imprese di concentrarsi maggiormente sull’innovazione e sull’espansione, anziché perdersi nei labirinti della burocrazia. Oggi Confimprese, che rappresenta 500 brand commerciali, 100mila punti vendita e 1,2 milioni di addetti, guarda al futuro con rinnovato entusiasmo. Le sfide che ci attendono sono grandi, ma lo sono altrettanto le opportunità .
Quali sono state le motivazioni che hanno portato alla nascita di Confimprese? Confimprese nasce dall’esigenza di dare voce a un settore in forte evoluzione, caratterizzato dalla crescita delle reti distributive e dei brand organizzati. L’obiettivo era – ed è tuttora – quello di creare un punto di riferimento per le imprese del retail, capace di favorire lo sviluppo delle reti, sostenere il confronto tra operatori e promuovere modelli innovativi di business, come il franchising e le catene dirette.
Le aziende del retail hanno una grande importanza nello sviluppo di network e del made in Italy, come Confimprese contribuisce alla loro crescita? Anche noi facciamo innovazione. Fa parte della nostra cultura imprenditoriale. Siamo un motore decisivo per lo sviluppo del Paese. La politica, il governo dovrebbero ricordarlo. Lo diciamo perché il sistema Confimprese, pur nelle difficoltà che il Paese ha vissuto e vive, continua a crescere. I nostri obiettivi sono chiari: tutelare gli interessi degli associati, mantenere aperto un confronto costruttivo con le istituzioni, raccogliere le sfide imposte dall’evoluzione del mercato sia nei tradizionali canali sia nell’e-commerce. Vogliamo continuare a essere il veicolo del successo del made in Italy, dall’alimentare alla moda, puntiamo a difendere i nostri marchi, valorizzare competenze ed esperienze del nostro tessuto economico. Se vogliamo aiutare le nostre imprese a vincere le sfide dell’internazionalizzazione, dobbiamo conquistare spazio, fatturato e mercati fuori dai nostri confini. Qualche positivo passo in avanti è già stato compiuto, ma è necessario insistere, rafforzare la presenza all’estero perché il mondo non sta fermo.
Cosa significa oggi essere a capo di un’associazione così autorevole nel mondo produttivo ed economico? Essere alla guida di Confimprese significa rappresentare un comparto strategico per l’economia italiana, quello del retail moderno, che è insieme motore di occupazione, innovazione e relazione con il consumatore. È una responsabilità importante, soprattutto in una fase di cambiamento profondo: oggi più che mai il ruolo dell’associazione è fare sintesi tra le esigenze delle imprese, dialogare con le istituzioni e anticipare le trasformazioni del mercato.
Alla luce del difficile scenario globale, come vede l’evoluzione dei consumi? I consumi stanno attraversando una fase di trasformazione strutturale. L’incertezza economica, i cambiamenti geopolitici e le nuove sensibilità dei consumatori stanno ridefinendo le priorità . Si osserva una maggiore attenzione al valore, non solo in termini di prezzo ma anche di qualità , sostenibilità e identità del brand. Allo stesso tempo, cresce l’integrazione tra fisico e digitale: il consumatore è sempre più informato, esigente e omnicanale.
Quali sono le principali priorità nell’agenda di Confimprese per tutelare i retailer italiani e internazionali? Tra le priorità principali ci sono il sostegno alla competitività delle imprese, la semplificazione normativa e la riduzione dei costi operativi, a partire da energia e lavoro. Un altro tema centrale è il supporto allo sviluppo delle reti, sia in Italia sia all’estero, oltre al rafforzamento del dialogo con le istituzioni per garantire condizioni favorevoli alla crescita del settore.
Come sta evolvendo il rapporto tra reti dirette e franchising in Italia? Il rapporto tra reti dirette e franchising è sempre più integrato. Le aziende tendono a sviluppare modelli ibridi, in cui i due canali convivono e si rafforzano reciprocamente. Il franchising continua a essere uno strumento fondamentale per l’espansione, soprattutto per la sua capacità di valorizzare l’imprenditorialità locale, mentre le reti dirette garantiscono maggiore controllo e uniformità . L’equilibrio tra questi modelli rappresenta oggi un fattore chiave di successo.
Come state supportando le imprese nel processo di internazionalizzazione dei loro marchi? Confimprese accompagna le aziende nei percorsi di internazionalizzazione attraverso attività di networking, condivisione di best practice e creazione di relazioni con partner locali. L’associazione favorisce inoltre momenti di confronto tra imprese che hanno già intrapreso percorsi all’estero e quelle che si affacciano per la prima volta ai mercati internazionali, facilitando così un processo più consapevole strutturato.
Quanto è urgente la trasformazione digitale per i negozi fisici e come Confimprese supporta questo passaggio? La trasformazione digitale non è più un’opzione, ma una necessità . Il punto vendita fisico sta evolvendo in uno spazio sempre più esperienziale e connesso. Confimprese supporta questo passaggio promuovendo cultura digitale, formazione e confronto tra operatori, con l’obiettivo di aiutare le imprese a integrare tecnologie, dati e relazione con il cliente in modo efficace.
Quali azioni concrete state promuovendo per rendere il retail più sostenibile? La sostenibilità è entrata stabilmente nell’agenda del retail. Confimprese promuove iniziative volte a diffondere pratiche responsabili lungo tutta la filiera: dall’efficienza energetica alla riduzione degli sprechi, fino alla scelta di materiali e processi più sostenibili. L’obiettivo è accompagnare le imprese in un percorso che non sia solo etico, ma anche competitivo. Accanto alla sostenibilità in senso stretto, siamo molto attenti alla sostenibilità sociale. Confimprese è la prima associazione di settore che ha avviato un progetto con il carcere di Bollate, istituto penitenziario considerato un’eccellenza a livello nazionale per i percorsi di lavoro e reinserimento dei detenuti, per valutare l’assunzione di detenuti in art. 21. Il lavoro è uno degli strumenti più efficaci di reinserimento sociale e di riduzione della recidiva. Per le imprese retail rappresenta al tempo stesso un’opportunità per rispondere alla carenza di personale con lavoratori motivati, accompagnati da percorsi di formazione e responsabilizzazione. L’inserimento lavorativo dei detenuti in art. 21 non è solo una scelta etica, ma una soluzione organizzativa sostenibile: contratti regolari, formazione, accompagnamento e un impatto positivo anche in termini di riduzione della recidiva. L’iniziativa nasce in un contesto di forte difficoltà per il settore del retail e del commercio moderno, che oggi registra una mancanza stimata di circa 10mila figure professionali tra addetti alla vendita, commessi, camerieri e personale di sala. Una carenza strutturale che rischia di frenare la crescita delle imprese e la qualità del servizio, soprattutto nelle grandi aree urbane.
Inoltre, siano diventati partner ufficiali di UNHCR-Agenzia Onu per i rifugiati per favorire l’inclusione nel mercato del lavoro dei richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale attraverso il programma Welcome- Working for Refugee Integration. Parallelamente stiamo lavorando con Fondazione Niguarda per raccogliere fondi per la ricerca e con San Patrignano per dare l’opportunità ai giovani, che hanno intrapreso i 3 anni di riabilitazione in comunità , di trovare lavoro presso le nostre imprese associate.
Qual è il ruolo dell’associazione in uno scenario in continua evoluzione e quali progetti imminenti? In un contesto così dinamico, il ruolo di Confimprese è quello di essere un punto di orientamento per le imprese: leggere i cambiamenti, anticipare i trend e creare occasioni di confronto. Tra i progetti più rilevanti vi sono iniziative dedicate all’innovazione, alla formazione manageriale e allo sviluppo delle reti in Italia e all’estero grazie a contatti con ambasciate straniere di prim’ordine e alla collaborazione decennale con Ice, oltre a momenti di incontro tra imprese, istituzioni e stakeholder del settore.
Per concludere: qual è la lezione più importante che la vita le ha insegnato? La lezione più importante è probabilmente il valore della concretezza: trasformare le idee in azioni, mantenendo sempre chiarezza sugli obiettivi. Accanto a questo, la capacità di adattarsi al cambiamento senza perdere coerenza e l’importanza delle persone: nessun risultato si costruisce da soli, ma sempre attraverso il contributo di team motivati e competenti.






