ARROCCATO SU UN PROMONTORIO VULCANICO CHE SI AFFACCIA SULLE ACQUE PROFONDE E CANGIANTI DEL GOLFO DI NAPOLI, IL MEZZATORRE HOTEL & THERMAL SPA CONTINUA A RAPPRESENTARE UNA DELLE ESPRESSIONI PIÙ AUTENTICHE ED ELEGANTI DELL’OSPITALITÀ MEDITERRANEA CONTEMPORANEA.
AIschia, dove il paesaggio alterna natura selvaggia, storia millenaria e ritmi sospesi, il Mezzatorre conserva una personalità unica: quella di un luogo capace di attraversare i secoli senza perdere il proprio senso di isolamento privilegiato, quasi appartato, lontano dall’idea di lusso ostentato.
Immerso in sette ettari di macchia mediterranea tra pini, agavi, ginestre e profumo di salsedine, l’hotel nasce attorno a un’antica torre aragonese del XVI secolo costruita come presidio difensivo contro le incursioni saracene. Ancora oggi quella torre domina il paesaggio con una presenza austera e silenziosa, definendo l’identità stessa della proprietà: un rifugio verticale sospeso tra cielo e mare, dove la storia non viene esibita come decorazione, ma continua a vivere nella materia delle pietre, nei terrazzi affacciati sul blu e nei percorsi che attraversano il giardino mediterraneo. Nel corso dei secoli il complesso è stato ampliato e trasformato, passando dalle mani dei duchi di Rancidello fino alla conversione in pensione negli anni Trenta. Ma è soprattutto nel Novecento che il Mezzatorre assume una dimensione quasi mitologica grazie a Luigi Patalano, figura centrale della vita culturale ischitana, che trasformò la proprietà in un luogo d’incontro per artisti, intellettuali e viaggiatori. Quel carattere colto e discreto, mai mondano in senso superficiale, continua ancora oggi a definire l’atmosfera dell’hotel.
Nel 2018 la famiglia Sciò scopre il Mezzatorre e ne intuisce immediatamente il potenziale emotivo e simbolico. Dal 2019 la gestione passa al Pellicano Hotels And Marie Louise Sciò avvia un attento lavoro di reinterpretazione stilistica e culturale della proprietà. L’obiettivo non è trasformare il Mezzatorre in un resort internazionale indistinto, ma esaltare la sua identità italiana, mediterranea e profondamente territoriale. Il risultato è una visione sofisticata ma mai rigida, capace di unire design
contemporaneo, memoria storica e senso della leggerezza.




Oggi il Mezzatorre ospita 48 camere e suite distribuite tra la torre storica e una serie di cottage immersi nella vegetazione.
Ogni ambiente dialoga costantemente con il paesaggio circostante: grandi finestre aperte sul mare, terrazze private, colori naturali, tessuti leggeri e materiali che riflettono la luce mutevole dell’isola. La Grand Suite, situata all’interno dell’antica torre, conserva un carattere quasi cinematografico grazie alla terrazza panoramica sospesa sul mare, mentre le Junior e Deluxe Suite affacciate sulla baia di San Montano restituiscono una sensazione di quiete assoluta. Qui il lusso non si misura nell’eccesso, ma nella capacità di creare silenzio, spazio e relazione con la natura. Anche l’esperienza gastronomica segue questa stessa filosofia di autenticità raffinata. Il Ristorante La Torre, guidato dallo chef ischitano Giuseppe D’Abundo, interpreta la cucina mediterranea attraverso una sensibilità contemporanea che valorizza ingredienti locali, pescato fresco e stagionalità. I piatti mantengono un equilibrio essenziale, evitando virtuosismi inutili e lasciando emergere il carattere del territorio. Più informale ma altrettanto immersivo è La Baia, direttamente affacciato sull’acqua, dove il ritmo del pranzo segue quello del mare e della luce. Il Bar La Torre rimane invece uno dei luoghi simbolici dell’isola. La terrazza sospesa sul blu, soprattutto al tramonto, restituisce quell’idea di eleganza spontanea e mediterranea che il Mezzatorre incarna perfettamente: cocktail signature, vento salmastro, luce dorata che si riflette sulle rocce vulcaniche e la sensazione che il tempo rallenti naturalmente senza bisogno di artifici. Negli ultimi anni il resort ha attraversato un importante processo di evoluzione che ha coinvolto sia gli spazi sia il linguaggio complessivo della proprietà.


La boutique curata personalmente da Marie-Louise Sciò, il restyling di sedici camere e suite, la nuova palestra affacciata sul mare e il rafforzamento dell’identità lifestyle dell’hotel hanno contribuito a ridefinire il Mezzatorre come una destinazione dove estetica, benessere e cultura convivono in modo fluido e coerente. Il 2026 segna ora un ulteriore passaggio con il lancio di “The BENISSIMO Club”, un progetto che amplia il concetto tradizionale di wellness trasformandolo in un’esperienza diffusa, immersiva e quotidiana. Più che una spa nel senso convenzionale del termine, BENISSIMO si presenta come una filosofia del benessere che attraversa l’intero soggiorno. I trattamenti utilizzano prodotti sviluppati da imprenditrici italiane indipendenti, mentre rituali in camera con strumenti gua sha, maschere viso, pratiche rigenerative e percorsi nella natura costruiscono una relazione più spontanea e meno artificiale con la cura di sé.
Anche la gastronomia entra in questo approccio, attraverso menu dedicati al benessere e un’attenzione crescente all’equilibrio tra piacere e nutrizione. A rafforzare questa nuova fase contribuisce anche la nomina di Antonella Puglisi a General Manager. Forte di una carriera internazionale maturata tra resort iconici e destinazioni remote, Puglisi porta con sé una visione dell’ospitalità costruita sull’identità autentica dei luoghi e sull’idea di esperienza come connessione emotiva più che
semplice servizio.
Nel suo insieme, il Mezzatorre Hotel & Thermal Spa si racconta oggi come molto più di una struttura alberghiera. È un universo mediterraneo complesso e coerente, dove architettura storica, vegetazione incontaminata, cultura italiana e lifestyle contemporaneo convivono in equilibrio naturale. Ogni dettaglio — dalla colazione vista mare al silenzio dei giardini, dai percorsi termali al rumore lento delle onde contro la scogliera — contribuisce a costruire un’idea di lusso intimo, sensoriale e
profondamente umano.
In un’epoca dominata dalla velocità e dall’eccesso, il Mezzatorre sembra scegliere consapevolmente un’altra direzione: quella della lentezza, della presenza e della relazione autentica con il tempo. Non un semplice hotel, ma un rifugio dove il benessere smette di essere un servizio da consumare e diventa un modo diverso di abitare il paesaggio, il corpo e le giornate.



